Capitolo V

Erano tutti seduti sotto il porticato della casa di Rachel, e il povero Kid si teneva il braccio stretto, per paura che tornasse a sanguinare.

- Jane… - Jimmy pronunciò quel nome con un tono incredibilmente e stranamente dolce  - non mi avevi detto il suo nome!

- Beh, Kid… per la verità avresti dovuto dirci molte altre cose! -  e a queste parole Cody aggiunse una smorfia di rimprovero.

- Ragazzi, avete perfettamente ragione, ma non potevamo rischiare che andasse tutto a rotoli… è quasi un anno che inseguiamo quei bastardi, con la paura addosso che sia totalmente inutile!

Lou si alzò dal dondolo e sembrò voler correre dentro… aveva gli stessi identici occhi di quando cercava di nascondere ai suoi amici corrieri che era triste. Rachel, però , non si fece assolutamente ingannare da quell’apparente sicurezza, e la trattenne per un braccio:

- Louise, tesoro! E’ inutile che scappi in casa… non hai detto una parola fino a adesso!

- Non c’è molto da dire. Piuttosto, vado a preparare la cena.

- Oh, smettila con questa farsa! Non credi di avermi detto già troppe bugie? Puoi darmela a bere su qualsiasi cosa, ma di certo non sui tuoi sentimenti… so bene cosa vuol dire perdere un figlio!

Gli occhi le si riempirono di lacrime, ma questo non servì a fermare la giovane donna, che respinse bruscamente la sua mano e scomparve in cucina.

- Non te la prendere, Rachel… lo sai com’è Lou, vuole sempre sembrare più forte di quello che è.

- Jimmy… non sai quanto ha bisogno di me, di tutti noi, adesso!

- Lo so, credimi… nessuno la lascerà sola.

- Jimmy ha ragione, Rachel. Non devi preoccuparti, questa storia sarà risolta con l’aiuto di tutti ancor prima che Teaspoon e Buck siano di ritorno!

- Mi dispiace per te, Cody, ma ho i miei dubbi…

Kid guardò verso il fondo della strada: le sagome di due uomini a cavallo cominciavano  farsi sempre più nitide man mano che si avvicinavano alla casa. Senza dubbio, era successo qualcosa lungo il viaggio, per essere già di ritorno.

- Ma che diavolo è successo?

- Forza ragazzi, correte a darci una mano! A poche miglia da qui il cavallo di Buck si è imbizzarrito, e ha preso un fosso!

- Buck! Tu stai bene?

-Sì Rachel, è tutto a posto, a parte lo spavento! E’ il cavallo che ha preso una brutta storta. Non ce l’avrebbe mai fatta ad arrivare fino a destinazione… Kid, cosa ti sei fatto al braccio?

- Mi hanno sparato… è una lunga storia!

Teaspoon portò il suo cavallo vicino all’abbeveratoio e scosse la testa:

- Buck, Sant’Iddio, dovresti chiedere ai tuoi spiriti se ce l’hanno con noi, con tutte queste maledizioni che ci perseguitano!

- Mi spiace Teaspoon, ma non credo che gli spiriti c’entrino molto, stavolta! Anzi, ho idea che questo ritorno anticipato abbia un suo senso… o sbaglio, Kid?

- Ho l’impressione che anche voi dobbiate avere delle spiegazioni.

Teaspoon rimase allibito al racconto di Kid. Per tutto quel tempo non aveva mai pensato che i suoi ragazzi avessero potuto vivere simili esperienze; li immaginava sempre felici e pieni di cose meravigliose, come se la guerra fosse arrivata per tutti tranne che per loro. Ma fu costretto ben presto ad accorgersi dei suoi errori di valutazione, perché se la guerra aveva fatto del male a qualcuno, l’aveva fatto proprio a Kid e Lou. Dei figli li avevano avuti, eccome: una bellissima bambina di nome Jane, coi capelli biondi come il padre e gli occhi grandi della madre. I suoi genitori l’avevano amata ogni giorno della sua vita, anche quando i sudisti l’avevano portata via…

- …Quando tornammo, eravamo convinti che Jane fosse morta. L’incendio che i Carson avevano appiccato alla stalla aveva finito per distruggerci anche la casa… ma quando tutto finì, l’unico corpo ritrovato fu quello della vecchia signora Popper, la sua governante. Fu una scena orribile…

- Come avete fatto a sapere che Jane era con i Carson?

- All’inizio non lo sospettavamo neanche. Lou era convinta che, nonostante non fosse stata ritrovata, Jane era morta nell’incendio, ma io… io non potevo crederlo! Il senso di colpa per aver portato mia moglie a vivere in quell’inferno mi divorava, mi sembrava di essere la causa di tutto, perfino di quell’incendio.

- E poi?

- E poi, mi andai ad informare in tutte le cittadine confinanti, finchè non scoprii che un gruppo di banditi sudisti, presumibilmente i fratelli Carson, si stavano dirigendo ad ovest e portavano con loro una bambina di circa tre anni… ebbi la conferma che erano loro quando mi dissero che la bimba era sempre in braccio ad una bella donna, alta e bruna, con la pistola… Mary Carson. Da allora decidemmo di lasciare la Virginia e seguire le loro tracce, sperando che passassero per il Nebraska. Questo è tutto…

- Figliolo, è molto difficile credere a questa storia… se non me l’avessi raccontata tu di persona, non avrei mai e poi mai pensato che fuorilegge di quel calibro avessero salvato la vita di una bambina in un incendio…

- Secondo me, è stata Mary ad aver compassione di Jane… quando siamo andati all’accampamento mi sembrava molto dolce e materna, con lei. Forse, è stata la nostra fortuna…

- Se è davvero così, dubito che ti restituirà tua figlia con le buone.

Nessuno controbattè, e quel silenzio fu più esplicito di mille parole.

Sua moglie era già nel letto. Stava leggendo un bel libro per cercare di distrarsi dai suoi pensieri, ma non ci riusciva molto bene, dato che continuava a tenere il segno della stessa pagina da più di dieci minuti. Di sicuro, si era limitata a salutare Teaspoon e Buck ed era corsa di sopra: non aveva alcuna intenzione di sentire da capo tutta la storia dei suoi ultimi quattro anni. Quando entrò nella stanza, alzò semplicemente lo sguardo dal libro, lo guardò velocemente, e riabbassò lo sguardo.

- Com’è il libro?

- Interessante… forse un po’ lento.

- O forse sei tu che leggi da mezz’ora la stessa parola?

- Può darsi…

Emise un forte sospiro e richiuse il libro:

- Sarà meglio rimetterlo sul comodino, lo riaprirò domattina.

Si stese completamente e si girò verso il comodino, pronunciando un’incomprensibile buonanotte e spegnendo la sua torcia. Ma Kid non poteva lasciarla addormentare così… non dopo quello che era successo quel giorno.

Dopo essersi velocemente spogliato, entrò nel letto e si avvicinò al suo orecchio:

- Lou…? Lou, amore mio, sei sveglia?

- Che c’è, Kid?

- Non mi hai chiesto niente di oggi… intendo di Jane…

- So che l’hai vista e che sta bene. Questo mi basta.

- Lou, non è da te. Credevo che mi avresti sommerso di domande, al mio ritorno, e invece ti sei comportata come se la cosa non ti riguardasse affatto.

- Non pensi di esagerare volendomi dire anche come devo reagire!?

- Non è questo, lo sai…

- Kid, io non so più un bel niente! Prima dici che non dobbiamo parlarne a nessuno e mi impedisci di dirlo a Rachel, di venire con te… poi improvvisamente tutti possono conoscere ogni attimo della mia vita… e non starmi così addosso, non capisci che mi levi il respiro!?

- Beh, scusa tanto se ho chiesto aiuto ai miei migliori amici, scusa tanto se avevo bisogno di parlare con mia moglie di nostra figlia… scusa tanto se dormo nello stesso letto con te!

- E’ meglio se mi lasci dormire.

Non c’era dubbio. Lou era rimasta scossa e turbata fino al punto da respingere qualsiasi discussione. Nell’addormentarsi, Kid pensò che arrabbiarsi con lei non aveva senso. Si girò e, nonostante tutto, le baciò il collo; poi si rimise al suo posto e chiuse gli occhi, sperando di riuscire a riposare un po’.

 

Capitolo VI

Buck aveva paura che la loro missione sarebbe fallita. Era ben consapevole della grande esperienza dei suoi amici, e soprattutto di Jimmy e Cody, ma anche di quella di banditi come i Carson. La situazione era poi aggravata dal fatto che bisognava salvare una piccola bimba indifesa, che certamente rischiava molto e non avrebbe collaborato un granchè:

- Teaspoon, sei sicuro di voler già partire?

- Ragazzo, prima riportiamo quella bambina ai suoi genitori, meglio è!

- Lo so, ma è quasi buio, e il tempo sta notevolmente peggiorando… in più abbiamo avuto solo poche ore per stabilire il da farsi.

- Non ci vuole molto a sparare, Buck!

Il tono baldanzoso di Cody era tutto un programma, mentre lucidava con cura il suo celeberrimo fucile…

- Non essere stupido… c’è di mezzo una bambina! Dillo anche tu a questo sciocco, Jimmy…

- Buck ha ragione… dobbiamo fare molta attenzione, perché Jane non deve farsi male per nessun motivo al mondo. Questi eccessi di sicurezza, risparmiamoceli per situazioni meno rischiose…

- Va bene, va bene! Non dico più una parola…

- Allora Dio esiste! -  esclamò Jimmy, col sorriso sulle labbra.

Un po’ di risate per sdrammatizzare furono un toccasana. Kid accennò un sorriso, ma era troppo teso per abbandonarsi completamente ai discorsi dei suoi amici; Lou era di sopra, era scesa solo per mangiare un boccone a pranzo, senza rivolgergli una parola, se non uno stentato buon appetito. Quando aveva annunciato di voler tornate a leggere il suo libro, nessuno ebbe il coraggio di controbattere.

- Hai sellato il tuo cavallo, Kid?

- Sì, siamo pronti.

Un rumore provenne dalla casa. La porta d’ingresso si aprì, e ne uscì una giovane donna in abiti da cow-boy che stava caricando la sua pistola. Rachel, che era seduta sul dondolo, si voltò improvvisamente verso di lei, e sgranò gli occhi, come se avesse visto un fantasma:

- Cos’hai da guardarmi così? Non hai mai visto una donna vestita da uomo?

- Potrei gentilmente sapere cosa ti sei messa in testa?

- Vado solo a riprendermi mia figlia. Non ci trovo niente di strano.

Con passo sicuro e sfrontato, scese le scalette senza guardare in faccia a nessuno. Era ben consapevole di ciò che stava facendo, ma ricordava bene anche le parole che suo marito le aveva detto appena tornati a Sweetwater: “Entrambi abbiamo bisogno di quel coraggio”… ed era esattamente ciò che stava facendo: tirare fuori gli artigli e combattere al suo fianco. Quando gli fu accanto non lo guardò, convinta che se l’avesse fatto, Kid avrebbe avuto dei buoni motivi per chiederle di lasciar perdere e di restare con Rachel. E in effetti, era proprio quello che il giovane avrebbe voluto fare, se non fosse stato per gli sguardi dei suoi amici; tutti sembrarono volergli dire che Lou aveva tutto il diritto di montare quel cavallo e correre a sparare Mary Carson. A quel punto incrociò i suoi occhi e, dolcemente, le sorrise. Quindi, partirono.

- Ci fermiamo a Blue Creek, per dare da mangiare ai cavalli…

- D’accordo Buck, mi sembra una buona idea; ormai siamo arrivati.

La cittadina era in pieno fermento: era arrivata proprio quel giorno una carovana di attori, che portavano in giro per il Nebraska e il Kansas uno spettacolo del West. Avrebbero messo in scena uno degli ultimissimi scontri tra l’esercito e i Sioux del nord, e stavano cercando delle comparse che si travestissero da Indiani durante la scena dell’incendio al villaggio. Quando Cody passò davanti ai selezionati, li invidiò profondamente:

- Wow! Sarebbe bello recitare una piccola particina…

- Toglitelo dalla testa, Cody.

- Hey hey, Jimmy, lo so da me che abbiamo cose più importanti da fare, oggi!

- Non è questo, amico, solo che… non ho mai visto un indiano biondo!

- Già… un giorno vorrei tanto metterlo in scena anch’io, un bell’assalto ai Sioux…o agli Apache, che ne so!
 Ma l’eccitazione di Cody fu immediatamente placata dallo sguardo profondamente deluso e oltraggiato dell’amico indiano… certo, avrebbe avuto dure parole per quegli attori, che esaltavano l’epopea distruttrice dei “visi pallidi”, ma l’entusiasmo dell’amico lo gettò in un silenzio ancora più incisivo.

- Figliolo, credo che tu non sappia cosa stai dicendo – la difesa di Teaspoon era avvallata da un intero anno speso con Buck a dare sostegno proprio a quegli indiani, i cui villaggi erano stati barbaramente messi a fuoco.

Il povero ragazzo si sentì avvampare dalla vergogna:

- Scusa Buck, io non volevo dire che…

- Lascia stare! Piuttosto, andiamo a fare rifornimenti.

Con queste parole, chiuse il discorso, scese da cavallo ed entrò nel negozietto di fronte.

Si sedettero in riva al ruscello, senza guardarsi nemmeno un attimo. Lou aveva detto agli altri che lei e Kid sarebbero andati a fare una passeggiata nel boschetto appena fuori la città, e che si sarebbero rincontrati dopo pranzo allo stesso posto. La passeggiata, in realtà, fu breve e silenziosa: la ragazza sapeva di doversi scusare per il suo comportamento degli ultimi giorni, eppure sentiva di non avere nessuna colpa, se aveva voluto tenere per sé le sue emozioni. Ora, gettava sassolini nell’acqua nell’attesa incomprensibile che qualcosa accadesse…

- Credo di doverti delle scuse. Avrei dovuto comportarmi diversamente ieri sera, solo che…

- Lou, non hai bisogno di darmi spiegazioni.

- Non voglio giustificarmi, vorrei solo farti capire come mi sento.

- Lou, se volevi venire con noi bastava dirlo.

- Kid, non dire sciocchezze! Se non l’avessi deciso così, prendendoti alla sprovvista, avresti fatto di tutto per impedirmelo!

- Anche oggi avrei potuto farlo…

- Vuoi dirmi che non ti è passato per la testa di legarmi al dondolo vicino a Rachel?

- Certo che mi è venuto in mente, ma come vedi c’è una bella differenza tra i pensieri e le azioni.

Tra i due calò qualche attimo di silenzio. Mille pensieri attraversarono le loro menti, ed improvvisamente, forse contemporaneamente, si resero conto che quella stupida discussione non era altro che un modo per non pensare a ciò che davvero li turbava: quel piccolo visino dagli occhi brillanti e vispi che non vedevano da quasi un anno, e che presto sarebbe tornato nella loro vita… almeno lo speravano!

- A volte… a volte mi sono chiesta se… insomma, se dopo tutto questo tempo sarei più in grado di

riconoscerla… se lei si ricordi di quando mi chiamava “mamma”…

- Credimi, quando l’ho rivista era lo stesso angelo di allora! E non credo neanche che sia passato così tanto da non riconoscerci… le basterà solo qualche attimo, vedrai.

- … Kid?
- Sì?

Guardò suo marito negli occhi, e si specchiò in uno sguardo d’amore e dolcezza che conosceva bene:

- Niente… non vedo l’ora di essere di nuovo una famiglia!

Si baciarono, provando una strana emozione di eccitazione e, allo stesso tempo, di forte consapevolezza che ciò che stava per accadere era l’evento che, nel bene e nel male, avrebbe sconvolto le loro esistenze.